Sulla costa di Rocca San Giovanni (CH), tra Fossacesia e la piccola frazione di Vallevò, una passerella di legno si allunga sul mare fino al Trabocco Punta Cavalluccio, uno dei trabocchi più riconoscibili della Costa dei Trabocchi.
Oggi molti lo raggiungono per cenare sul mare. Ma prima della ristorazione, questo trabocco era una macchina da pesca e soprattutto il luogo di lavoro di una famiglia che ha vissuto questo tratto di Adriatico per generazioni: la famiglia Verì.
Capire la sua storia aiuta a guardare questo trabocco con occhi diversi.
La storia del Trabocco Punta Cavalluccio: costruito nel 1887
Secondo le informazioni riportate dal sito ufficiale del Trabocco Punta Cavalluccio, la struttura fu costruita nel 1887 da Bernardo Verì (1851-1932), pescatore conosciuto a Rocca San Giovanni con il soprannome locale “Binarde di Scirocche”.
Il trabocco nacque come struttura dedicata alla pesca sotto costa, una tecnica diffusa lungo il litorale abruzzese che permetteva di calare grandi reti direttamente dal promontorio roccioso senza uscire in barca.
Nel corso delle generazioni il trabocco è rimasto legato alla stessa famiglia.
Dopo Bernardo Verì la gestione passò al figlio Orlandino Verì, chiamato “Urlande di Scirocche”, e successivamente a Tommaso Verì.
La località Cavalluccio
Il nome Punta Cavalluccio deriva dalla piccola punta rocciosa su cui la struttura è costruita.
Ancora oggi lungo questo tratto di costa si possono vedere diversi trabocchi appartenuti alla stessa famiglia di pescatori, un segno di quanto la pesca fosse legata alla vita delle comunità locali.
Tra i trabocchi collegati alla famiglia si ricordano:
Punta Cavalluccio
Punta Spezza Catena
Punta Torre
Questa concentrazione racconta bene come la pesca con il trabocco fosse organizzata lungo la costa: ogni famiglia era legata a un preciso tratto di mare.
Secondo il portale territoriale Sangro Aventino Turismo, la presenza della famiglia Verì in quest’area è documentata da oltre due secoli.
Dalla pesca alla ristorazione
Come molti trabocchi della costa abruzzese, anche Punta Cavalluccio ha attraversato una trasformazione nel tempo.
Con il declino della pesca tradizionale e l’aumento dell’interesse turistico verso la Costa dei Trabocchi, alcune strutture sono state restaurate e aperte al pubblico.
Nel caso della famiglia Verì, Trabocco Punta Cavalluccio è diventato un ristorante stagionale sul mare, mentre altri trabocchi della zona non hanno seguito la stessa trasformazione.
Dove si trova il Trabocco Punta Cavalluccio
Il trabocco si trova lungo la SS16 Adriatica, nel territorio di Rocca San Giovanni, in uno dei tratti più caratteristici della Costa dei Trabocchi.
Questo tratto di litorale abruzzese, tra Ortona e Vasto, è noto proprio per la presenza dei trabocchi, strutture di pesca su palafitta diventate nel tempo uno degli elementi più distintivi del paesaggio costiero.
Per capire davvero i trabocchi
I trabocchi sono antiche macchine da pesca su palafitta diffuse lungo la costa abruzzese e molisana. La storia di Punta Cavalluccio è legata a un sistema di pesca tradizionale diffuso lungo tutta la costa teatina.
Se vuoi capire come funzionavano i trabocchi e perché sono stati costruiti proprio su questo tratto di mare, puoi leggere l’articolo dedicato:
👉 Perché i trabocchi sembrano ristoranti ma non sono nati per mangiare
Guardare Punta Cavalluccio oggi
Chi arriva oggi al Trabocco Punta Cavalluccio vede soprattutto il mare, la passerella di legno e la costa abruzzese che si apre verso sud.
Ma dietro quella struttura sospesa sull’acqua c’è una storia iniziata nel 1887, quando questo tratto di Adriatico era prima di tutto un luogo di lavoro per le famiglie di pescatori.
Tra queste, la famiglia Verì resta uno dei nomi più legati alla memoria dei traboccanti della costa teatina.
Ed è forse proprio questo che rende il trabocco diverso da un semplice ristorante sul mare: prima di diventare un luogo da visitare, è stato un luogo in cui si lavorava guardando il mare ogni giorno.
